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La trippa di Charles Dickens

Nel primo quarto della novella "Le Campane" ("The Chimes") di Charles Dickens, novella del 1844 inserita nella serie dei "Racconti di Natale" ("The Christmas Books" di cui fa parte anche il ben più popolare "Canto di Natale") si legge:

- "No, non sono frattaglie" ribatté Meg scoppiando a ridere di nuovo. "No, non lo sono!"
- "Perdinci! Dove avevo la testa?" esclamò Toby drizzandosi il più possibile "Potrei anche scordarmi il mio nome a questo punto... è trippa!"
Era proprio trippa; e Meg al colmo della gioia, gli giurò che tra mezzo minuto avrebbe detto che era la miglior trippa del mondo.
- "Ma chi mangia trippa qui?" chiese il signor Filer guardandosi attorno. "La trippa è indiscutibilmente il meno economico e il più dispendioso genere di consumo che ci sia sul mercato del nostro paese. Si è stabilito che, nella cottura, il calo di un chilo di trippa e di sette quarantesimi superiore a quello riscontrabile in qualunque altra sostanza animale. A conti fatti, la trippa viene a costare assai più dell'ananas. Tenendo conto del numero di animali macellati annualmente, secondo le tavole della mortalità, e rifacendoci a un minimo della quantità di trippa che questi animali potrebbero fornire, ritengo che lo spreco, in seguito alla cottura, sarebbe sufficiente a nutrire una guarnigione di cinquecento uomini per cinque mesi di trentun giorni, escludendo febbraio. Che spreco, che spreco!".
Trotty aveva un'aria stupefatta e gli tremavano le gambe. Si sentiva quasi colpevole di aver fatto morire di fame una guarnigione di cinquecento uomini.

Ma non è questa l'unica citazione gastronomica del famoso scrittore inglese che riguardi la trippa. Già nel suo racconto "La bottega dell'antiquario" ("The Old Curiosity Shop" del 1840), Dickens riportava la descrizione di un delizioso stufato di trippa con verdure:

"È uno stufato di trippa" rispose l'albergatore, facendo schioccare le labbra, "con zampe di vacca", e ripeté il gesto, "pancetta", e qui un nuovo colpo secco, "carne", schioccando le labbra per la quarta volta, "piselli, cavolfiori, patatine novelle e asparagi che, tutti insieme fanno un sugo delizioso". Giunto all'apice fece schioccare le labbra molte volte ancora e, annusando a lungo e con voluttà il profumo sospeso intorno, rimise il coperchio.

E poi ancora in "Barnaby Rudge" del 1841, al trentunesimo capitolo, Dickens cita espressamente il piatto tipico britannico: la trippa con cipolle che in quel caso viene "preparata espressamente" per il personaggio "su esplicita richiesta di sua Maestà il Re".


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